Giovanni Azzara

#giornalistavaticanista

Nel cuore dei trafitti, la luce della Pasqua

Care amiche, cari amici…

La Domenica di Pasqua, oggi, ci accoglie come un giorno di festa, di luce, di speranza e con una certezza che possiamo, dobbiamo urlare a gran voce: Cristo è risorto!
È la notizia che da millenni ormai, ha cambiato la storia del mondo e che ancora oggi scuote i cuori dei credenti, chiamandoli a una vita nuova, una vita che deve profumare di pace e speranza come era solito dire il buon Fratel Biagio Conte.

Tuttavia, non possiamo dimenticare chi, anche in questo giorno, resta trafitto dal dolore, dall’abbandono, dall’ingiustizia. Come ha ricordato l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ci sono i “Trafitti” del nostro tempo: coloro che vivono nelle terre dilaniate dalla guerra, migranti in fuga dalla disperazione che affrontano il mare su fragili barchini e troppo spesso non arrivano mai. Ci sono i detenuti delle nostre carceri, gli ammalati nei corridoi affollati degli ospedali, gli anziani lasciati soli, i giovani illusi e traditi da un futuro che si sgretola, i senzatetto che chiedono solo un po’ di dignità, gli invisibili ai nostri occhi troppo distratti. Persone, esseri umani che meritano attenzione e cura, perchè non possiamo e non dobbiamo lasciare indietro nessuno.

E poi c’è il nostro territorio, la provincia di Palermo, la Valle del Torto, le Madonie e tanti altri posti magnifici. Terre bellissime ma allo stesso tempo ferite, dove la siccità strangola l’agricoltura, dove i paesi si svuotano, dove la speranza sembra partire insieme ai giovani che vanno via. Dove il turismo, se mal gestito, rischia di diventare predazione e non valorizzazione. Dove le aree interne gridano la loro sete di attenzione, mentre un triste silenzio le avvolge. La nostra “Sora Terra” è triste, perchè noi, abitanti di essa ci dimentichiamo quanto importante sia la sua cura, il suo rispetto.

Eppure, possiamo sperare. Dobbiamo credere. Cristo è Risorto! Lo ha ricordato anche il vescovo di Cefalù, monsignor Giuseppe Marciante durante la veglia: la Pasqua non è solo rito, ma rinascita. Non è solo ricordo, ma slancio.

Ed è proprio da qui che bisogna ripartire. Dalla forza di un messaggio che non invecchia, che non delude, che non si svuota di senso: la Vita ha vinto la morte, la Speranza ha sconfitto la paura. L’ultima parola non spetta al buio, ma alla luce.
Ecco il vero significato della Pasqua, ed è da questo che, oggi più che mai, ognuno di noi è chiamato a ricominciare. Perché se Cristo è risorto, allora niente è perduto. Allora vale ancora la pena credere, lottare, restare. Buona Pasqua a tutti, con coraggio, con fede, con gli occhi aperti sul mondo e il cuore pieno di futuro.


Cristo è veramente Risorto. E questa, oggi, è la notizia più importante da dare.

Giovanni Azzara

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